Separo, distinguo e scelgo. L’archetipo dell’Innocente.

I primi quattro archetipi si attivano nella preparazione del viaggio, nell’arco della nostra esistenza intervengono nella costruzione dell’Io, il nostro contenitore, quello che crea un confine tra noi e tutto il resto del mondo.

L’Innocente è il primo dei quattro archetipi che incontriamo.

C’è una parte di noi che ha bisogno di sapere che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. Che desidera potersi fidare, sentirsi al sicuro e credere che, facendo la cosa giusta, comportandosi bene, tutto andrà bene.

Questa parte di noi può essere identificata con l’archetipo dell’Innocente.

L’Innocente è l’archetipo che porta come doni la fiducia, la speranza e l’ottimismo. Quello che ci permette di credere nella vita, negli altri e nelle possibilità, anche quando non abbiamo la certezza.

L’Innocente è il primo archetipo che si manifesta all’inizio della nostra vita. In quei primi momenti questa fiducia è semplice, assoluta.

Da bambini impariamo il mondo attraverso chi si prende cura di noi. Gli adulti ci insegnano cosa è bene e cosa è male, cosa è giusto e cosa è sbagliato e soprattutto cosa dobbiamo fare per essere amati, approvati e al sicuro. E naturalmente facciamo nostre molte di queste regole, anche creandoci delle maschere utili per rapportarci con il contesto sociale che ci circonda e assumere un ruolo socialmente accettabile.

Crescendo, la realtà diventa più complessa.

Alcune persone di cui ci fidiamo possono sbagliare. Qualcosa che ci era stato insegnato come “giusto” può non esserlo per noi. Non sempre essere “buoni” per essere accettati ci rende davvero felici. Che le persone non sono soltanto buone o cattive. E soprattutto che la vita raramente può essere divisa semplicemente in due.

È qui che comincia l’evoluzione dell’innocente per diventare adulto: imparare a discernere.

Non si tratta di smettere di credere, ma di imparare in cosa credere. Non di rinunciare ai propri valori, ma di capire quali ci appartengono davvero. Non di diventare diffidenti, ma di imparare a chi e a cosa dare fiducia. Non demonizzare i ruoli che abbiamo assunto per essere accettati, ma smettere di identificarsi totalmente con quelle maschere.

Come può manifestarsi l’Innocente nella nostra vita quando non è in equilibrio?

  • hai bisogno di sapere qual è la cosa “giusta” da fare e temi di sbagliare;
  • tendi a vedere le situazioni in termini di giusto/sbagliato, buono/cattivo;
  • ti affidi facilmente a chi percepisci come autorevole o grande di te;
  • fai fatica a mettere in discussione regole, convinzioni o valori che hai ricevuto;
  • continui a dare fiducia anche quando alcuni segnali suggerirebbero maggiore prudenza;
  • tendi a idealizzare persone, relazioni o situazioni;
  • vivi con forte delusione la scoperta dei limiti di chi hai idealizzato;
  • preferisci non guardare alcuni aspetti della realtà perché metterebbero in discussione ciò in cui hai creduto;
  • senti un forte bisogno di sicurezza, approvazione o protezione;
  • hai paura che scegliere diversamente da ciò che gli altri si aspettano possa significare essere “sbagliato” o “rifiutato”.
  • ti aspetti spesso che gli altri ti rassicurino, si occupino dei tuoi bisogni e fatichi ad assumerti pienamente la responsabilità delle tue scelte;
  • quando qualcosa va storto, oscilli tra il sentirti in colpa e l’attribuire agli altri la responsabilità di ciò che è accaduto;
  • cerchi sicurezza attraverso l’approvazione degli altri;

Dall’ingenuità al discernimento.

Quando l’Innocente nella nostra vita si manifesta in un modo adulto, equilibrato, può farci perdere una parte di ingenuità. Ma perdere l’ingenuità non significa necessariamente perdere la fiducia.

Significa imparare a fidarsi in modo diverso.

L’Innocente maturo non ha bisogno di negare ciò che non corrisponde alle proprie aspettative per sentirsi al sicuro.

Può guardare.

Può distinguere.

Può scegliere.

 

Via via che perdiamo e riconquistiamo la fede attraverso l’esperienza, aree più vaste della realtà entrano a far parte dell’ambito della sicurezza. Carol S. Pearson

 

Una domanda da cui partire

Quanto di ciò che oggi consideri giusto o sbagliato nasce davvero da una tua scelta e quanto, invece, lo hai imparato senza più metterlo in discussione?

È da questa domanda che partiremo nella masterclass
“Separo, distinguo e scelgo – L’archetipo dell’Innocente”.
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Un incontro per esplorare l’Innocente che vive in noi, riconoscere quando la sua fiducia è una risorsa e quando rischia di trasformarsi in ingenuità, dipendenza o diniego, e cominciare a costruire una personale consapevolezza attraverso cui guardare la realtà e scegliere. Separare ciò che abbiamo ricevuto da ciò che ci appartiene, distinguere ciò che sentiamo vero, scegliere ciò che vogliamo portare con noi.